giovedì 20 febbraio 2014

La Chiesa dei Battuti di Caselle

La costruzione della Chiesa dei Battuti fu ultimata ed aperta al culto nel 1721, come attesta l'iscrizione della data sull'architrave. Il campanile è del 1722, anche in questo caso la data è scritta sulla struttura del manufatto.
L'attuale sacrestia è stata realizzata dopo il 1750.
La chiesa fu realizzata per dare una degna sede alle confraternite allora operanti in Caselle Torinese.
Lo stile è quello del barocco piemontese, ad unica navata con cupola centrale, il che le conferisce un vago accenno di stile a croce Greca.

La Chiesa fu costruita dai mastri costruttori Borrione di Graglia. Questi in quel periodo erano molto attivi a Caselle e realizzarono tra l'altro la pregevole cappella del Crocifisso di Santa Maria.
Ignoto è il nome dell' architetto che la progettò, non esistono riscontri di documenti che suffragano il nome dell' architetto Costante Michela, come vuole una tradizione orale. Deve essere considerata solo un'ipotesi.

La bella facciata è in mattoni a vista il che le conferisce un suggestivo impatto. Essa è divisa in due ordini: in basso vi sono quattro lesene con finti capitelli e due nicchie ornamentali (le proporzioni le rendono inadatte ad ospitare statue. Sullo splendido portone, in alto sono scolpiti i protettori della Confraternita SAN PIETRO e SAN PAOLO, mentre al centro si trova l'emblema della stessa: una croce sorretta da Angeli.
L'ordine superiore è scandito da lesene svasate verso l'alto, ai lati ci sono due finte nicchie ed al centro una finestra trilobata. La facciata termina con una modanatura arrotondata su cui si trovano la Croce in ferro battuto, a centro, ed ai lati ci sono quattro sfere di argilla invetriate di giallo e verde. I colori di queste sfere oltre a sottolineare i colori della chiesa (speranza e gloria) simboleggiavano anche i ceci, che era l'ingrediente di base della minestra che veniva distribuita quando era possibile.
Il nome ufficiale era: CONFRATERNITA DI SANTA CROCE SOTTO LA PROTEZIONE DEI SANTISSIMI PIETRO E PAOLO. Essa, infatti fu sciolta negli anni ottanta. I battuti sono tenuti in vita da un gruppo di volontari della Parrochia.