Il Martirio di Sant'Orsola

Opera restaurata nel 2006 dal laboratorio Rocca di Balangero. Con contributo del “ Gruppo Alpini Di Caselle Torinese” e sottoscrizione popolare.

Misure della tela: cm. 167 x 226 OLIO SU TELA

Secondo l'opinione di personalità Casellesi, pare che quest’opera provenga dalla soppressa cappella di Sant’Orsola del castello di Caselle , situato in piazza Boschiassi, e dedicata alla Santa protagonista dell'opera.
Il trasferimento (assieme alla tela della Madonna dei disciplinati o del Suffraggio?) avvenne probabilmente nella seconda metà del XIX sec. Quest’operazione pur essendo molto probabile non è supportata da documentazione storica probante.

Di certo questa fu una vera fortuna per CASELLE. Quest'opera avrebbe potuto prendere altre strade.
Avremmo perso un’opera di elevata qualità e molto importante per comprendere come si diffondevano le idee ed i modelli artistici di maggior successo elaborati dai più importanti artisti.


Il Martirio di Sant’Orsola dei Battuti fu sicuramente dipinto da un pittore o bottega importante e che vantava una committenza di prestigio ( la famiglia reale?) .

Questa tela è il rifacimento in controparte di un originale di PETER DE WITTE , detto anche PIETRO IL CANDIDO ( BRUGES 1548- MONACO DI BAVIERA 1628).

La commessa di quest’opera giunse al pittore dal duca GUGLIELMO V; il quale, nel quadro della riforma urbanistica della città di Monaco di Baviera, fece costruire la chiesa di S. Michele che fu successivamente affidata ai Gesuiti. Quest’ordine fu chiamato dal Duca a Monaco sia nel quadro della controriforma nonché per formare delle nuove ELITE.
A PETER furono ordinate due pale d'altare, tra cui il MARTIRIO DI SANT’ORSOLA.

La soluzione scelta dal CANDIDO fu caratterizzata da un sontuoso cromatismo e da una composizione di affollata e drammatica concitazione incentrata sul momento del Martirio della giovinetta Orsola.
Nei tempi antichi le opere di maggior successo venivano diffuse attraverso riproduzioni grafiche e se ne affidava la riproduzione ad importanti botteghe.
Quella dei Battuti non è, quindi, una copia ma una riproduzione invertita (controparte) dell'originale, con colori, ovviamente diversi.

La vicenda di Orsola è contenuta ne “ LA LEGGENDA AUREA”. Quest’opera fu scritta da IACOPO DA VARAGGINE ( O VARAZZE) tra il XI- XII sec. In quest’opera il monaco Iacopo raccolse in chiave epica e mitologica le storie dei primi Martiri e Santi del Cristianesimo.
Iacopo si rifece alla tradizione orale che si tramandava di generazione in generazione sugli eroismi della Chiesa dei primordi.

La vicenda di Orsola è conosciuta anche come il martirio delle undicimila vergini. La principessa Orsola (era figlia del re di Bretagna e Cristiana) è realmente esistita, ma sulla sua vicenda ci sono perplessità dovute ad un’erronea interpretazione di una scritta tombale.
Orsola era bellissima e ricca di virtù. Il figlio del Re d’Inghilterra la chiede in sposa, lei acconsentì a patto che anche il suo futuro sposo si convertisse al Cristianesimo. Espresse, inoltre, il desiderio di fare un pellegrinaggio a Roma, prima di sposarsi, accompagnata dalle sue dieci amiche. Orsola e ognuna delle sue amiche sarebbero state accompagnate da mille vergini ciascuna.

Al ritorno dal pellegrinaggio Orsola assieme al suo sposo, che l’aveva raggiunta , alle amiche e le vergini furono martirizzate dal re degli Unni perché costui aveva chiesto in sposa Orsola e lei l'aveva rifiutato perché pagano.

L’opera illustra il momento in cui il re Unno trafigge il cuore di Orsola con una freccia, intorno ci sono i corpi delle sue amiche già uccise o che lo saranno. Sulla sinistra si intravede la figura di papa Ciriaco, e sullo sfondo le navi usate per il viaggio.
In alto il coro degli Angeli attende Orsola e le sue amiche con la palma simbolo di martirio e l'alloro simbolo di gloria . Questa è in estrema sintesi la descrizione di un'opera e di una vicenda molto complesse.

L’opera si inserisce efficacemente nel clima della controriforma, tendente a sottolineare non solo le virtù della Chiesa come unica depositaria della verità ma anche per contrastare l'avanzata del Luteranesimo.

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